30 Agosto.
Meno 4 al rientro in Italia.
Poi un viaggio di quasi 24 ore per rientrare.
Passeremo da Bogota' e Francoforte.
Spero che sto giro non ci siano complicazioni.
E cosi' cominciamo a tirare le somme di questo viaggio.
Abbiamo approfondito al conoscenza di Panama e di alcuni suoi aspetti.
Si, perche' e' il caso di dire che "succede a Panama".
La mancanza di cultura generale, comporta mancanze in molti altri frangenti.
Dal rispetto alla educazione, stradale, civica, alimentare e via dicendo.
Panama sta crescendo molto in fretta e coloro che sono anche solo di una generazione fa sono davvero indietro e quasi anacronistici.
Al contempo troviamo pescatori che vivono in baracche, guardano tv a tubo catodico, con solo 4 canali, bevendo birra e godendosi il dondolio della amaca.
E imprenditori giovani che viaggiano su auto da 80.000$, vivono in grattacieli all inclusive, immersi nell'aria condizionata, e circodati da ogni confort tecnologico, magari con due smartphones.
Il governo sta investendo molto sulla scuola, la formazione, e la tutela delle fascie piu' basse. I risultati si vedranno col tempo ma le risorse non mancano.
Se i primi tempi mi incazzavo parecchio per certi atteggiamenti dei panamensi, ora sono piu' abituato e posso pensare di aspettarmi in anticipo la "cavolata".
Ad ogni livello di impiego. Dalla cassiere del super all'impiegata della banca.
In questi 4 giorni vediamo di svuotare il frigo, preparare le valigie, e le cose che lasceremo qui. Alcuni vestiti, i ventilatori, la bilancia... tutte cose che lasciamo qui, visto che tra un mese torniamo.
Eh si!
La bella notizia del fatto che partiamo per l'Italia e' che poi torniamo.
Sara' un mese pieno.
La cerimonia del 14.
La festa del 21.
Lasciamo qui conoscenti nuovi che ci hanno aiutato a comprendere meglio Pedasi e questo Paese.
Li ritroveremo tutti a Ottobre.
Allora saremo prossimi alla nuova stagione secca, che sara' foriera di turisti e di nuove situazioni.
Sappiamo gia' che ci manchera' Pedasi.
Pero' ce' il lato positivo.
Torniamo in Italia.
Dai familiari e dagli amici.
Dal buon cibo.
Enrico e Patrizia. Ci siamo trasferiti a Panama. E qui raccontiamo cosa succede, le difficolta', le cose belle. Come si vive a Panama e cosa ci aspettiamo da questa esperienza.
venerdì 30 agosto 2013
Peccato
Gia', proprio un peccato.
Abbiamo visto questa casa, gialla, che era praticamente perfetta.
Tanto spazio. Un patio grande, dove fare ristorazione.
Finiture buone, aria in tutti i locali, sia con split che con ventilatori.
Due bagni, tre camere.
Affitto a 800$. Pero' senza arredo.
Manca praticamente tutto.
Frigo, letto, tv, tavolo, sedie, piatti, posate...
Ma questo era il meno.
Il fatto e' che la casa e' soggetta ad eredita' e questo implica che i proprietari non vogliono che si tocchi nulla.
Questo preclude ogni attivita' commerciale e/o modifiche alla struttura.
E tenerla solo come "casa", per noi, e' troppo.
Bella finche' vuoi, ma troppo grande e costosa, da usarsi solo come casa.
Potete vedere tutte le foto della casa qui: Casa Gialla
A oggi non sappiamo ancora dove staremo al nostro ritorno.
Abbiamo ancora opzioni da vedere.
Ma siamo fiduciosi.
Mal che vada Rodrigo e Melinda ci ridaranno la casetta verde.
Che ormai e' diventata di famiglia.
E vivendoci dentro ci si abitua anche ai suoi difetti.
E ai suoi pregi.
Visitando altre case abbiamo capito che la zona e' molto importante.
Il vicinato, piu' o meno rumoroso. La vicinanza di Jungla, quindi di animali e insetti.
E poi i pollai... che tengono pulito da serpi e insetti, ma portano puzza e galli che cantano dalle 4 della mattina in poi.
Insomma, come ci aspettavamo, solo stando qui si puo' capire davvero com'e' Pedasi.
E sappiamo che non ha finito di dirci tutto.
La mancanza di informazioni e' cronica.
Occorre girare casa per casa e persona per persona per sapere cosa c'e' in affitto e in vendita.
E anche cosi', solo toccando con mano le situazioni puoi capire davvero cosa hai davanti.
Abbiamo visto questa casa, gialla, che era praticamente perfetta.
Tanto spazio. Un patio grande, dove fare ristorazione.
Finiture buone, aria in tutti i locali, sia con split che con ventilatori.
Due bagni, tre camere.
Affitto a 800$. Pero' senza arredo.
Manca praticamente tutto.
Frigo, letto, tv, tavolo, sedie, piatti, posate...
Ma questo era il meno.
Il fatto e' che la casa e' soggetta ad eredita' e questo implica che i proprietari non vogliono che si tocchi nulla.
Questo preclude ogni attivita' commerciale e/o modifiche alla struttura.
E tenerla solo come "casa", per noi, e' troppo.
Bella finche' vuoi, ma troppo grande e costosa, da usarsi solo come casa.
Potete vedere tutte le foto della casa qui: Casa Gialla
A oggi non sappiamo ancora dove staremo al nostro ritorno.
Abbiamo ancora opzioni da vedere.
Ma siamo fiduciosi.
Mal che vada Rodrigo e Melinda ci ridaranno la casetta verde.
Che ormai e' diventata di famiglia.
E vivendoci dentro ci si abitua anche ai suoi difetti.
E ai suoi pregi.
Visitando altre case abbiamo capito che la zona e' molto importante.
Il vicinato, piu' o meno rumoroso. La vicinanza di Jungla, quindi di animali e insetti.
E poi i pollai... che tengono pulito da serpi e insetti, ma portano puzza e galli che cantano dalle 4 della mattina in poi.
Insomma, come ci aspettavamo, solo stando qui si puo' capire davvero com'e' Pedasi.
E sappiamo che non ha finito di dirci tutto.
La mancanza di informazioni e' cronica.
Occorre girare casa per casa e persona per persona per sapere cosa c'e' in affitto e in vendita.
E anche cosi', solo toccando con mano le situazioni puoi capire davvero cosa hai davanti.
venerdì 23 agosto 2013
Gnocco fritto a Pedasi
Il primo tentativo non era stato proprio da applausi ma abbiamo capito quale fosse il problema.
Ovvero lo strutto che sapeva troppo di maiale.
Cosi' la Patty s'e' rimboccata le mani e ci ha riprovato.
Partendo dalla pancetta (tocino) ecco che ne distacca la cotenna...
Ovvero lo strutto che sapeva troppo di maiale.
Cosi' la Patty s'e' rimboccata le mani e ci ha riprovato.
Partendo dalla pancetta (tocino) ecco che ne distacca la cotenna...
Il grasso viene ridotto in pezzetti e messo a suo agio al caldo del fuoco, ma con calma e sapiente cura della tata.
Occorrono diverse ore, senza mai bollire, per ridurre la massa grassa in parte magra che galleggia nello strutto.
Poi un canovaccio di lino per filtrare il tutto e strizzare cio' che rimane di solido.
Alla fine si ottiene lo strutto e i ciccioli (o almeno, qualcosa del genere).
E vai di impasto e di frittura!
Il risultato finale e' davvero buono.
La Patty e' uno splendore.
Il gnocco anche.
Soddisfatti del risultato, la sera dopo abbiamo bissato.
Invitando a cena due nuovi conoscenti, italiani anche loro, che vivono qui a Pedasi da ormai 6 anni.
Si tratta di Danilo e Elena, gestori di "Pasta e Vino".
La massima soddisfazione e' arrivata per mano di Danilo, che ha elargito un "muggito" di piacere che ha ripagato Patty di tutte le fatiche.
Abbiamo accompagnato con Prosciutto crudo Serrano (spagnolo) e Prosciutto cotto (un po spesso, ma questo c'e').
I ciccioli (o presunti tali) han dato sfoggio del loro sapore delicato.
Per me ottimi con la salsa di Senape e Miele.
Vino San Giovese a bagnare le ugole e tante chiacchiere.
Beh, allora buon gnocco a tutti!
martedì 20 agosto 2013
Capita
Devo citare Alessio.
"A Panama si dice Scusa dopo, non Permesso prima".
Proprio vero.
In strada, al negozio, negli affari.
Ne ho sentite ormai varie che sai che quando ti capita sai che doveva capitare.
In particolare parlo della casa.
Non di questa, la "casa verde", di Rodrigo e Melinda.
Ma di quella che avremmo dovuto abitare dopo, da fine mese, e per un anno.
Avevamo visto la casa di Shelley, canadese, come Roman.
A circa 70 metri da dove siamo ora.
Molto carina e curata.
Con un bel patio sul retro.
Parcheggio coperto, a mo di tettoia/garage.
Aria Condizionata, ventilatori a soffitto.
Cucina con lavabo.
Un giardino molto grande, con tanto di orto e qualche verdura in crescita.
Si era detta contenta di poterla affittare a noi, che le siamo sembrati una coppia responsabile e che non avrebbe dato problemi.
Lei e Roman preparano il contratto e confermiamo anzitempo che sarebbe stata una permanenza di un anno.
Ok, e' tanto, per prendere una casa senza averci passato nemmeno una notte.
Pero' e' davvero carina e ben tenuta.
Siamo a David, quando Roman ci avvisa che Shelley lo ha informato via mail di aver dato via la casa. Ad altra persona.
Ora, pare che forse ci sia di mezzo la vendita della casa.
In questo caso capisco. Realizzare i 100k che chiedeva, visto che rientra in Canada (causa figlio di 4 anni), sono una gran cosa per lei.
Se invece non ha venduto, ma affittato ad altri... ecco, la "cosa panamegna", Scusa.
Con Roman abbiamo messo giu' un piano di azione.
Di case ce ne sono, ma molte non sono "europee", magari in zone brutte, o con finiture a dir poco grezze. O senza un servizio o l'altro.
Noi ripartiamo il 4 di settembre per l'Italia e dobbiamo lasciare qui molte cose.
Questo e' il problema principale.
Ma qualcuno a cui lasciare le nostre cose lo troviamo.
Roman pero' sara' via tutto ottobre, quando noi rientriamo.
E quindi dobbiamo trovare una soluzione mentre siamo qui o una soluzione tampone fino a fine ottobre.
Sono fiducioso e qualcosa lo troviamo.
Forse restiamo in questa casetta.
Anche se preferirei cambiare.
Non e' male, capiamoci, ma avevo gia' abituato la testa a dover andar via.
Quindi questi giorni li ho vissuti pensando ai suoi difetti e al fatto che saremmo andati via.
"A Panama si dice Scusa dopo, non Permesso prima".
Proprio vero.
In strada, al negozio, negli affari.
Ne ho sentite ormai varie che sai che quando ti capita sai che doveva capitare.
In particolare parlo della casa.
Non di questa, la "casa verde", di Rodrigo e Melinda.
Ma di quella che avremmo dovuto abitare dopo, da fine mese, e per un anno.
Avevamo visto la casa di Shelley, canadese, come Roman.
A circa 70 metri da dove siamo ora.
Molto carina e curata.
Con un bel patio sul retro.
Parcheggio coperto, a mo di tettoia/garage.
Aria Condizionata, ventilatori a soffitto.
Cucina con lavabo.
Un giardino molto grande, con tanto di orto e qualche verdura in crescita.
Si era detta contenta di poterla affittare a noi, che le siamo sembrati una coppia responsabile e che non avrebbe dato problemi.
Lei e Roman preparano il contratto e confermiamo anzitempo che sarebbe stata una permanenza di un anno.
Ok, e' tanto, per prendere una casa senza averci passato nemmeno una notte.
Pero' e' davvero carina e ben tenuta.
Siamo a David, quando Roman ci avvisa che Shelley lo ha informato via mail di aver dato via la casa. Ad altra persona.
Ora, pare che forse ci sia di mezzo la vendita della casa.
In questo caso capisco. Realizzare i 100k che chiedeva, visto che rientra in Canada (causa figlio di 4 anni), sono una gran cosa per lei.
Se invece non ha venduto, ma affittato ad altri... ecco, la "cosa panamegna", Scusa.
Con Roman abbiamo messo giu' un piano di azione.
Di case ce ne sono, ma molte non sono "europee", magari in zone brutte, o con finiture a dir poco grezze. O senza un servizio o l'altro.
Noi ripartiamo il 4 di settembre per l'Italia e dobbiamo lasciare qui molte cose.
Questo e' il problema principale.
Ma qualcuno a cui lasciare le nostre cose lo troviamo.
Roman pero' sara' via tutto ottobre, quando noi rientriamo.
E quindi dobbiamo trovare una soluzione mentre siamo qui o una soluzione tampone fino a fine ottobre.
Sono fiducioso e qualcosa lo troviamo.
Forse restiamo in questa casetta.
Anche se preferirei cambiare.
Non e' male, capiamoci, ma avevo gia' abituato la testa a dover andar via.
Quindi questi giorni li ho vissuti pensando ai suoi difetti e al fatto che saremmo andati via.
venerdì 16 agosto 2013
Scappa!
Non saprei che altro titolo mettere.
Stamane ci alziamo con calma, abbiamo solo da raggiungere Santa Catalina, a circa 2 ore di auto.
Chiacchiere con Gabriele e Chantal.
Colazione.
Bene, partiamo.
Sono quasi tre le ore che ci servono, per circa 250 Km.
E la maggiorparte di queste sono sotto la pioggia battente.
Per fortuna ce' poca gente in strada e la Carrettera National si percorre bene.
Dopo Pena e Sona' ecco che la strada diventa stretta, piena di curve e alla fine anche con tante collinette e strada davanti che non sai dove sia.
Ma resistiamo e arriviamo a Santa Catalina.
Per chi non la conosce, e' meta da sogno per surfisti.
Qui fanno gare mondiali e i surfers di tutto il mondo passano da qui.
Ci dovrebbe una coppia di italiani che vogliono costruire un Hotel in Bambu', sono loro il nostro obiettivo. Per sapere dove e come, perche' il bambu' etc.
Ma falliremo nel nostro intento.
Quel che vediamo ci fa rabbrividire ad ogni passo.
Umidita' da paura, e non ha piovuto come lungo il viaggio, le strade sono asciutte.
Una spiaggia larga, ma sporca e con acqua color nocciola.
Tutto qui e' abbozzato.
Hotel indefiniti, ristoranti solo di nome.
Anche persone poco educate e "sbruffone", devono far capire ai nuovi arrivati chi e' che comanda a Santa Catalina.
Si pongono davanti al tuo mezzo e chiacchierano, salutano... tu aspetti, mica ti fan passare. Fan segno di star calmo, che tanto tempo ce ne per tutti.
Moriamo dalla fame, chiediamo info e ci indicano Mama Ines.
Un disastro su tutta la linea. E anhe su TripAdvisor almeno mi trovo in buona compagnia....
Si salva solo la birra.
Il "pollo impanato" mostra un colore sul nerastro, con la panatura che si stacca dalla carne.
Le patatine che lo accompagnano sono crude e intrise di olio, temperatura troppo bassa...
Il polpo di Patty e' in "salsa al cocco", una combo di sapori che proprio litiga con tutto.
Le foto dalla terrazzina ci mostrano il mitico guado di Santa Catalina.
Trattasi di attraversare un fiumetto, che con l;alta marea pare impossibile.
Al di la' ci sono esercizi, come il Surf Camp, immerso nella Jungla e con casette sulla spiaggia.
Bello direte voi. Si, e gli insetti chi li doma?
E l'umidita'? avete presente la notte in spiaggia?
Vabbe', siamo decisi, risaliamo in auto e andiamo via.
Faremo meno strada domani,
Chiedo un caffe' negro.
Arriva, poi lo zucchero.
Non esce dal contenitore.
Tolgo il tappo.
Patty mi ferma, siamo invasi dalle formiche, che abitavano tranquillamente la zuccheriera.
La ragazza ci porta altro zucchero.
Noi siamo invasi di formichine, sui piedi, sui vestiti, nel collo.
MaVaffa! te e Santa Catalina.
Paghiamo il conto, anche salato, 32$ per due piatti abominevoli.
Addio di tutto cuore a Santa Catalina.
Spero che i turisti surfisti restino qui e si godano questo postaccio.
Pensavo di aver visto il peggio a Bocas del Toro ma abbiamo visto che si puo' far peggio, pur non stando su un'isola.
Sinceramente non credo che sia perche' mancasse il sole o fosse una giornata no. Penso invece che Playa Venao sia nettamente meglio.
Sia come posizione, come strada, come alberghi, ristoranti e anche gente.
E lo dice uno che non surfa, quindi fatene l'uso che meglio credete di quanto scrivo.
Il buon Hotel Vista Lago a Santiago ci accoglie, con stanza ampia, pulita, abgno in ordine, silenzio e pochi insetti.
Scopriamo di aver lasciato dentifricio e spazzolini a Las Lajas presso Naturalmente, amen.
Stamane ci alziamo con calma, abbiamo solo da raggiungere Santa Catalina, a circa 2 ore di auto.
Chiacchiere con Gabriele e Chantal.
Colazione.
Bene, partiamo.
Sono quasi tre le ore che ci servono, per circa 250 Km.
E la maggiorparte di queste sono sotto la pioggia battente.
Per fortuna ce' poca gente in strada e la Carrettera National si percorre bene.
Dopo Pena e Sona' ecco che la strada diventa stretta, piena di curve e alla fine anche con tante collinette e strada davanti che non sai dove sia.
Ma resistiamo e arriviamo a Santa Catalina.
Per chi non la conosce, e' meta da sogno per surfisti.
Qui fanno gare mondiali e i surfers di tutto il mondo passano da qui.
Ci dovrebbe una coppia di italiani che vogliono costruire un Hotel in Bambu', sono loro il nostro obiettivo. Per sapere dove e come, perche' il bambu' etc.
Ma falliremo nel nostro intento.
Quel che vediamo ci fa rabbrividire ad ogni passo.
Umidita' da paura, e non ha piovuto come lungo il viaggio, le strade sono asciutte.
Una spiaggia larga, ma sporca e con acqua color nocciola.
Tutto qui e' abbozzato.
Hotel indefiniti, ristoranti solo di nome.
Anche persone poco educate e "sbruffone", devono far capire ai nuovi arrivati chi e' che comanda a Santa Catalina.
Si pongono davanti al tuo mezzo e chiacchierano, salutano... tu aspetti, mica ti fan passare. Fan segno di star calmo, che tanto tempo ce ne per tutti.
Moriamo dalla fame, chiediamo info e ci indicano Mama Ines.
Un disastro su tutta la linea. E anhe su TripAdvisor almeno mi trovo in buona compagnia....
Si salva solo la birra.
Il "pollo impanato" mostra un colore sul nerastro, con la panatura che si stacca dalla carne.
Le patatine che lo accompagnano sono crude e intrise di olio, temperatura troppo bassa...
Il polpo di Patty e' in "salsa al cocco", una combo di sapori che proprio litiga con tutto.
Le foto dalla terrazzina ci mostrano il mitico guado di Santa Catalina.
Trattasi di attraversare un fiumetto, che con l;alta marea pare impossibile.
Al di la' ci sono esercizi, come il Surf Camp, immerso nella Jungla e con casette sulla spiaggia.
Bello direte voi. Si, e gli insetti chi li doma?
E l'umidita'? avete presente la notte in spiaggia?
Faremo meno strada domani,
Chiedo un caffe' negro.
Arriva, poi lo zucchero.
Non esce dal contenitore.
Tolgo il tappo.
Patty mi ferma, siamo invasi dalle formiche, che abitavano tranquillamente la zuccheriera.
La ragazza ci porta altro zucchero.
Noi siamo invasi di formichine, sui piedi, sui vestiti, nel collo.
MaVaffa! te e Santa Catalina.
Paghiamo il conto, anche salato, 32$ per due piatti abominevoli.
Addio di tutto cuore a Santa Catalina.
Spero che i turisti surfisti restino qui e si godano questo postaccio.
Pensavo di aver visto il peggio a Bocas del Toro ma abbiamo visto che si puo' far peggio, pur non stando su un'isola.
Sinceramente non credo che sia perche' mancasse il sole o fosse una giornata no. Penso invece che Playa Venao sia nettamente meglio.
Sia come posizione, come strada, come alberghi, ristoranti e anche gente.
E lo dice uno che non surfa, quindi fatene l'uso che meglio credete di quanto scrivo.
Il buon Hotel Vista Lago a Santiago ci accoglie, con stanza ampia, pulita, abgno in ordine, silenzio e pochi insetti.
Scopriamo di aver lasciato dentifricio e spazzolini a Las Lajas presso Naturalmente, amen.
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