sabato 3 agosto 2013

Pedasi'

Ecco che finalmente arriviamo a Pedasi', che tanto ci e' piaciuta a febbraio e che non vedevamo l'ora di rivedere.

Il viaggio da Guarare' e' breve, un 35 Km che scivolano via in agilita'.
Ci sistemiamo a Casita Margarita, un Hotel che a Febbraio non c'era.
E' in stile messicano. 5 camere.
Bel posto.
Pero' sono 90$ a notte con colazione.
La camera e' bella e il bagno ok.

Cominciamo a cercare opzioni per sistemarci a lungo termine.
Quelle che abbiamo cercato a distanza sono scarsine, anzi deludenti.
In breve scopriamo che Pedasi' e' quasi piena.
La ricettivita' e' quasi satura. Ci dicono che abbiamo solo una notte al Margarita....

Le case ci sono, ma e' difficile trovare i proprietari, che sono via, o per ferie o per lavoro.
Il tempo passa e vediamo case dopo case.
Quelle "panamensi" sono da evitare.
Non hanno un cucina ma una consolle con fuochi.
Roba da piccolo chimico.
E spazi risicati, con bagni accennati.
E costano care.

Le case di stranieri, come americani o europei, hanno sicuramente quel tocco in piu' che non guasta.
E' facile incappare in case con qualche cosa che non va.
Quelle ok sono poche e hanno prezzi un pelo superiori.

Ora ci siamo trasferiti a Villa Libera, per due notti.
E' la casa di Alessio e Giorgia. Che hanno costruito questo Hotel nella campagna di Pedasi', scendendo verso Playa del Toro.
Ci hanno raccontato delle disavventure occorse, sia in quanto a Panama, sia per la costruzione. Tra gente incapace e costi che lievitano sotto i tuoi occhi.
Hanno portato un forno dall'italia per fare la pizza.
Alessio non ha mai fatto il pizzaiolo ma la pizza e' buona, meglio di altre che abbiamo visto spacciare per pizza.

Siamo andati in giro per le vie, a vedere cosa e' cambiato e cosa c'e' di particolare o di nuovo. In 5 mesi son state ultimate case, sta avanzando la costruzione dell'ospedale nuovo, l'aeroporto e' "listo" (pronto in spagnolo) e funziona. Ma manca ancora una operativita' fissa con Panama City, mi sa che aspettano l'alta stagione.
E poi il centro commerciale e il Mall, impensabile per Pedasi'...
Insomma, si muove tutto. Pensate che ci sono diversi depositi di materiali di costruzione, che si sono avvicinati, per la mole di lavoro.

Pedasi' e' dunque in fermento, come noi.
Passano i giorni e speriamo di trovare una sistemazione adeguata.
Al momento abbiamo due opzioni, di cui non scrivo, per evitare sfiga.
Sentiamo una forte necessita' di una "casa", di un luogo nostro.
Con una cucina!
Basta a scatolette e tortilla scaldate.

Dai, ce la faremo.



mercoledì 31 luglio 2013

Fai da te

Avevo osservato delle pessime prestazioni del WiFi di Casa del Puerto.
Quando ho trovato il router ecco che svelo l'arcano.
Il tapino era un buon Dlink, con tre antenne, di cui 2 rotte.
E posto in alto, a ridosso del tetto di pseudo cemento senza amianto, che usano per le coperture.

Ho convinto la signora Bonnie a comprarne uno nuovo, da 28$, al Machetazo.
Arriva con un Cisco da 50$, bene.

Le suggerisco di montarlo piu' in basso e magari dentro una scatola di plastica, cosi' da proteggerlo dalla salsedine.

Detto fatto, al DoIt Center compro una scatola da cottura al microonde.
E due rondelle svasate con gomma.
Con l'aiuto di Fabrizio, tiriamo una prolunga da 6 metri, passando da sopra le pareti.
Scendiamo in angolo.
Montiamo la scatola, con due tasselli del 5.
Le rondelle fissano bene la scatola.
Pongo router all'interno.
Foro con trapano un foro perfetto, per far passare plug del cavo di rete e cavo di alimentazione.
A lavoro finito tutto funziona e sembra fatto da professionisti.


Ora il wifi copre quasi tutta la casa.
Prima era limitato al solo appartamento dall'altra parte.
Ecco che cosi' riesco a scrivere, stando seduto in sala, guardando l'oceano davanti a me.
E sbirciando Patty, che sta facendo lo strutto, ma questa e' un'altra storia.

Una rezdora ai tropici

30 Luglio 2013.
Dopo quasi un mese di viaggio ecco che Patty mette in azione l'arma segreta.
In dogana a Newark ci han guardato come fossimo matti.
Qui non sanno cosa sia.
E' la sfogliatrice a mano!

Patty si mette all'opera e ci da di impasto.
Le uova e la farina locali costringono ad un rapido cambio del dosaggio.
Per 5 uova ci va quasi una confezione di farina. Saranno circa 750 gr che se ne vanno.

Con la sfoglia ecco che produce ravioli.
Il ripieno e' di spinaci e ricotta.

Poi tagliatelle.

Io preparo il sugo per le tagliatelle.
Cipolla, peperoni, funghi, passata di pomodoro e due cucchiai di ricotta.

Plausi generali alla Patty.
Ravioli molto buoni (peccato per non aver avuto la salvia, che qui hanno ma e' una varieta' diversa dalla nostra).
Tagliatelle squisite, anche se un pelo lisce.

Esperimento riuscito e voglia di rifarlo.
Occorre provare con solo i tuorli e magari un pelo di spessore in piu'.

Niente foto, sorry, eravamo troppo presi in cucina.

Cu ci na !!!

Sentivo davvero la mancanza di una cucina vera.
Finalmente, grazie a Bonnie, eccoci a disporre di una cucina.
Non e' grande, ne' superattrezzata, ma il base lo fa.


Dei 4 fuochi ne vanno 3. E nessuno dei bruciatori esce dalla sede.
Significa che non sono mai stati puliti bene...
E' invece molto usato il microonde, con qualche macchia di ruggine.
Frigo imballato, ma ci ricava uno spazio per noi.
Niente cappa, ma sembra la norma.

La prima mattina uova con cipolla e funghi, cosi' per aprire le danze.
La sera facciamo cena coi ragazzi e la signora padrona di casa.
Menu':
Bruschetta con pomodori, origano, sale e olio
Risotto ai peperoni
Salsicce alla griglia

Il pane utilizzato e' di un morbido incredibile, ma la griglia lo secca bene.

Il risotto e' stata una scommessa.
Il riso al market e' tutto uguale, chicchi piccoli e lunghi, mica tanto indicati per il risotto. Chiedo ad una signora panamense, che non sa nemmeno cosa sia il risotto... Prendo quello "special" di una marca locale, confezione da 0,900 Kg (2 libbre).
Base di cipolla, peperoni gialli e rossi, e poi incrocio le dita.
Tanto mescolare, per tirare fuori l'amido.
Un poco di burro per mantecare e formaggio grattugiato "parmesan", che non e' parmigiano...
Gran risotto. A me e' piaciuto tanto e anche i commensali hanno apprezzato.
Sara', ma quando posso mi faccio un risotto e sto meglio.



Le salsicce sono chorizo, ovvero carne macinata, ai gusti piu' disparati.
Ho preso due tipi di sola carne di maiale.
Buone, non come le nostre salsicce, ma buone.

Vino rosso per accompagnare e rum per le chiacchiere.
Ale'!

Ancora Guarare'

La prima sera andiamo a mangiare da Luca, alla Playa di Uverito.
Ne parlano tanto bene, anche Bonnie...
Andiamo. Sono oltre 20 Km.
La pizza non e' pizza.
Ma e' una cosa di pasta, quasi tonda, cotta al forno, fatta da un italiano.
La cosa puo' trarre in inganno, in effetti.
Dai, si mangia, e' piu' una schiacciatina, ma non facciamo il bis.
Facciamo invece tante chiacchiere.
Ci sono anche Roberto e Fabrizio, ospiti di Bonnie, che son qui per vedere dove traferirsi.

Luca gestisce l'Hotel La Luna, con buon successo, anche di critiche, su TripAdvisor. Ha camere, piscina, e il ristorantino annesso.
Lui e' via dall'Italia da tanti anni e certo non ci torna.

Abbiamo poi visitato Chitre e Las Tablas.
Grandi paesi, con tutto, dai supermarkets all'OBI (qui si chiama DoIt Center).
Prezzi molto buoni, che in alcuni casi sono la meta' di Panama City.
Siamo andati ad Uverito di giorno.
Non ci piace, case vicine, tanto da non far passare un braccio tra due di esse.
La spiaggia e' come qui, nera e poco profonda.
Ci son tre ristoranti.
Ma, insomma, abbiamo visto spiagge migliori.
Abbiamo visto anche il porto di Manabe', piccolo e tanto tanfo di pesce.
Pero' ci siam sentiti scrutati e indagati, eravamo proprio fuori luogo,.
Visto il progetto Coco de Mar, ma e' ancora gli arbori.
E poi, 4 Km di strada dissestata... per fortuna abbiamo un SUV 4x4 e alto.

Insomma, le zone di spiaggia non ci son piaciute.
El Puerto di Guarare' e' ancora poco frequentato e con possibilita' di espansione. La casa nuova, che Paolo sta costruendo sara' un faro.
Nel senso che bastera' dire "la bella casa di Guarare'" e tutti sapranno di chi/cosa si sta parlando.

Pensate che sabato e domenica c'e' stata una festa per la costruzione di una casa tipica panamense.
La si fa con legno e bambu'.
Poi i Bomberos (i pompieri) versano litri e litri di acqua.
Si fa il fango e si unisce con la paglia.
Si ottiene il barro, che si usa per costruire le pareti della casa.