domenica 12 agosto 2018

trenza pegada a la cabeza

domenica 13 agosto 2017

Boquete (Maggio 2017)

Siamo rientrati dall'Italia a fine Aprile.
E i miei genitori han accudito alla casa ed ai pelosi.
In vista del prossimo rientro ecco che cogliamo qualche giorno di vacanza e li porto a Boquete.
A dire il vero gia' l'anno prima dovevo portarli da quelle parti, beh, un classico tempismo panamense.

E cosi' prenoto a Boquete, presso Villa Marita.
Per coloro che hanno i neuroni svegli e' lo stesso posto in cui alloggiammo io e Patty nel viaggio ispettivo del 2013.
Ci eravamo trovati bene e le recensioni sono lusinghiere, nonche' un buon prezzo.

Il viaggio e' interessante.
La "nuova Panamericana" e' in stato avanzato, dei 230 km tra Santiago e David solo poco piu' di 50 sono ancora in costruzione, con sensi alterni e cantieri aperti.
La maggior parte e' dunque agibile.
Doppia corsia, asfalto nuovo, gersey o cunetta nel mezzo.
Nuova segnaletica orizzontale, insomma ci voleva.
L'arteria piu' importante del paese e' quindi in buono stato e prossima alla inaugurazione.
Evidenzio che si tratta di un'opera voluta e messa in lavorazione dall'amministrazione Martinelli.
E che per fortuna non ha subito illeciti attacchi da parte del Varelismo attuale.

Arriviamo a San Felix e facciamo sosta a Las Lajas per un saluto a Stefania del Chiricream.
Il gelato sempre ottimo.

Poi si riparte, alla volta di Boquete.
E veniamo investiti da un nubifragio.
Quasi son costretto a fermare l'auto, tanto non ci si vedeva.
Arriviamo a Boquete con la pioggia.

La sistemazione e' buona, economica, ma buona.
Mi cambiero' poi di stanza coi miei, il letto non era in grado di reggere i miei pensieri!

 
Villa Marita

Il giorno dopo il sole ci da' il benvenuto.
Meno cortese la colazione. Aspettiamo ben 40 minuti per poter metter qualcosa sotto i denti.
Poco male, impariamo la lezione e compriamo cibarie al minisuper.
I tempi esecutivi dei Kuna non sono dei piu' brillanti.
Anche lo "chef" addetto alla colazione, pur non essendo Kuna, beh, ecco, non brilla per capacita'.

La meta e' Volcan, e poi diretti a Cerro Punta.
Quindi in auto e via, tanti km ci aspettano.
Bel panorama, alcune foto.
Non ci sono paesi tra i due pueblos, solo piccole casette sparse.
Pero' la strada e' buona  e si viaggia bene.


Volcan e' sull'altro versante di Boquete.
Tante le differenze. Boquete e' piena di turisti, alberghi, ristoranti etc.
Volcan molto piu' spartana. Ma i prezzi sono molto piu' contenuti.
Tiriamo dritto ed arriviamo a Cerro Punta.
La meta era l'Hotel Los Quetzales.
Dove avevo assaggiato un ottimo caffe'.
Ecco che ne compro un 15 libbre.
Si chiama Cotito, davvero ottimo.
Il cielo si oscurisce e ci fermiamo per pranzare a Volcan, alla Carbonera.
buono.

Il rientro e' triste, sotto l'acqua.
Sembra ormai un pattern, Boquete bagnata nel pomeriggio.
Serata a cena presso italiani, al RetroGusto, davvero buono.
Dal pane ai piatti principali.
Un saluto a Bruno.

Il terzo giorno si va per coffee Farm, e poi qualche souvenir.
L'hotel ci organizza il trasporto e andiamo a visitare Finca Lerida.
Una delle piu' vecchie di Panama, in produzione di caffe'.
Il cicerone e' provvisto di aneddoti e curiosita'.
Ci porta via quasi tutta la mattina.
Oltre un'ora per la degustazione.
Siamo tutti italiani e confermiamo che il caffe' che ci piace di piu' e' quello piu' economico.
Quelli fruttati, speziati, floreali... son buoni, ma meno "caffettosi" e tanto piu' costosi.
Cmq interessante.
Scopriamo anche il "tomate de arbol", e' un pomodoro, ma cresce su alberi veri e propri.
Il sapore e' diverso, sa di pomodoro ma diverso, con tanti semi e meno polpa.

E poi il Mariposario.
Trattasi di una installazione privata di una signora gringa appassionata di farfalle.
Qui le alleva, consentendo la riproduzione e protezione.
Pochi dollari e ci addentriamo in questo sudario!
Ne vale la pena. Tante farfalle tutte insieme.
Alcune bizzarre o rare.

Mariposa de las alas de cristal
Farfalla con le ali di cristallo. Fate zoom.

E' piu' arancione la farfalla o il fiore?

Ce' un centro shopping di artesania, fa al caso nostro, praticamente solo Kuna.

La sera altro posto, dove mangiamo bene.
Con sorpresa il cuoco e' torinese, un ragazzo giovane.
Dice che andra' via perche' Boquete offre lavoro solo 6/8 mesi l'anno.
In effetti in bassa stagione vanno via anche i residenti.
Ovvero anche i gringos, europei etc che hanno casa qui.
Perche'? Perche' piove tutti i giorni.
Magari in mattinata ce' sole , ma poi puntuale arriva la pioggia.
A Pedasi piove un 1100 mm annui.
Qui siamo sui 5000!

Il giorno dopo si rientra, con calma.
Boquete ci saluta con qualcosa di insolito.
"funziona con olio vegetale riciclato"

Circa 5 ore includendo le soste.
Lasciamo l'umidita' delle piogge boquetene e torniamo in quel di Pedasi.

Bei paesaggi.
Mi riprometto di portare anche Patty la prossima volta.
Ha preferito custodire casa e tener dietro i pelosi, qualcuno doveva pur farlo.

giovedì 20 luglio 2017

Cose da emigrante (1)

Inauguro con questo post una serie, ove racconto aneddoti, frasi, accadimenti, di emigranti che son venuti qui a Panama.

Ormai ho una certa esperienza, ne ho conosciuti vari di emigranti (non solo italiani) che han portato il loro contributo al paese e soprattutto alla nostra esperienza.

Non usero' nomi reali.

(1) Zaino
     Vi racconto di Mauro, che da anni qui a Panama mi espone la sua idea del vivere con uno zaino.
Intende cioe' senza comprare nulla, senza mettere radici, pronto a muoversi rapidamente, nel caso se ne presentasse l'occasione.
Al domandare cosa lo spingesse ad avere questa ideologia, mi dice che in fin dei conti Panama e' un paese di merda, con gente di merda e che i piu' sono scimmie scese dagli alberi, che quindi prima o poi si presentera' la necessita' di andarsene e non vuole impegni, catene, vincoli.
     A confermare la sua idea mi dice che approfitta della bassa stagione per andare in giro a cercare altre mete, paesi piu' o meno lontanti da Panama, comunque lontani da euro, dall'europa, dall'Italia etc.
     Negli anni successivi mi racconta di aver visitato Peru', Chile, Uruguay, Costa Rica e via dicendo.
Mi dice che l'Uruguay e' la Svizzera dell'america latina.
"Sembra di essere davvero in un altro continente, parlano spagnolo corretto, sono organizzati, tutto e' chiaro ed esposto alla luce del sole, senza sotterfugi".
Gli rispondo "cavolo, allora avete trovato il posto giusto dove andare! Andrete via da Panama?"
"No, ma che... guarda gia' ho speso per fare la residenza qui, mica sto a farne un'altra, non e' che te la regalano. Poi ce' da vendere l'attivita'"
Ah, penso. Questo zaino e' diventato pesante.
Cosa ci vorra' mai?
     Arriva conferma della pesantezza dello zaino un anno dopo!
Mauro se ne va. Ha trovato chi ha rilevato l'attivita'. bene, lo zaino e' ora leggero.
E quindi se ne va in Uruguay.
No! Alle Canarie.
Ah ecco, per andare alle Canarie, che sono Spagnole, dove si usa l'euro e condividono lo stesso mare dell'Italia, serve lo zaino.

Penso che la morale sia "meglio il mio zaino in mezzo a quello di tanti che da solo in mezzo a tanti che non hanno lo zaino".




mercoledì 12 luglio 2017

Panama in 8 (9) tappe

Leggevo stamane un servizio, di Lavanguardia, una rivista online, non se piu' di gossip che altro.
Comunque e' interessante.
C'e' ancora molta ignoranza intorno a Panama. Nel senso buono.
Forse ce' poca informazione disponibile.

Qui l'articolo : viaje-panama-ocho-paradas

Lo riassumo.
Le otto tappe con cui conoscere e apprezzare Panama:
- Casco Antiguo -
O Casco Viejo.
La zona vecchia di Panama, non ci sono grattacieli, tutto in stile coloniale.
I prezzi sono alti ma vale la pena una visita.

- Il Canale di Panama -
Beh, attrazione numero uno nel paese. Lo preferisco a tante altre aree.
Devo ancora andare a vedere il Canale Ampliado.

- La Natura e la biodiversita' -
Qui suggeriscono di iniziare dal Bio Museo in Amador, si ci sta'.
Occhio, se avete paura di ragni, serpenti, rettili... qui ce ne sono tanti.

- Bocas del Toro -
Zona NordOwest, arcipelago di rara bellezza. Qualche problema di acqua e pattume.
Ah, ci fecero la prima stagione di Isola dei Famosi.

- San Blas -
Sempre sui Caraibi, ma a Est. E' territorio indios. Prezzi alti e aree incontaminate.
Ce' possibilita' di andare in barca, con skipper. Pochi servizi, occhio!

- Boquete -
A noi ricorda il Trentino. Per il fresco, l'acqua, la pioggerella.
In piu' ce' il caffe'. E tanto tanto verde.
Sull'altro versante ce' Volcan, non scordiamocelo.

- Punta Chame -
Mai stato. Ma leggo sempre tante pubblicita', di vari complessi alberghieri e di attivita' varie.
Non so dire se abbia preso piede e se ci sia afflusso turistico.

- Isla Coiba -
Ache qui, me falta. In rete troviamo tante foto e ottimi commenti.

E Pedasi? L'Azuero? non lo menziona?
Ma no. Qui non c'e' organizzazione di operatori turistici, che spinga, che faccia pubblicita'.
Vero che a livello di ricettivita' non siamo a livelli dei luoghi sopra menzionati.
Pero ci difendiamo.
Dai, ce' Isla Iguana, recentemente pulita dall'associazione pescatori e dal personale del Municipio(*).
Visite alle Balene (da Luglio a Ottobre).
Pesca sportiva.
Tanti bei posti per relax e ozio.
Si mangia bene.
Oh, pero no ai casinari eh! Quelli che vadano a Venao!